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Scenari demografici

APR

06

2016

La domanda potenziale di asili nido in Italia e nel Lazio: lo scenario previsionale al 2026

Autore: Enrico Campanelli

La domanda di asili nido trova diretto riscontro nella composizione per età della popolazione, seguendone il processo evolutivo negli scenari di trasformazione. Le previsioni della popolazione residente per età forniscono quindi una preziosa fonte di informazione nel valutare e definire il quadro evolutivo della domanda potenziale, in un contesto che, in termini generali, evidenzia una sempre più spiccata tendenza all’invecchiamento strutturale, con la forte crescita della quota di popolazione in età matura e l’assottigliamento delle nuove generazioni. Ma un ruolo altrettanto rilevante nei processi in atto è sicuramente da attribuire ai fenomeni migratori, che in un contesto di popolazione italiana sostanzialmente stabile ed in alcuni casi anche in sensibile riduzione, ha prodotto un forte incremento dell’incidenza della popolazione di origine straniera sulla popolazione complessiva, toccando valori di picco proprio tra le giovani generazioni. L’ultima fase storica ha visto anche una forte accelerazione delle dinamiche urbane, con una nuova spinta espansiva che ha assegnato un ruolo da protagonisti ai comuni di cintura delle aree metropolitane. È qui che, per effetto delle proibitive condizioni del mercato delle aree urbane centrali, si è concentrato l’insediamento di una quota consistente delle giovani coppie, con conseguenti effetti sul piano della domanda di istruzione attuale e futura.

Tutti questi aspetti verranno esaminati nel dettaglio con l’ausilio del nuovo modello di previsione delle dinamiche demografiche sviluppato dal CRESME (Demo/SI), con particolare riferimento agli scenari relativi alla classe di età che esprime domanda potenziale di asilo nido (0-2 anni) per la regione Lazio, la provincia di Roma ed il Capoluogo.

Lo scenario demografico nel Lazio

Nell’ipotesi di permanenza dei flussi migratori ai livelli attuali, la regione Lazio confermerà sostanzialmente gli stessi livelli di crescita demografica dell’ultima fase storica, passando dai 51.650 abitanti in più all’anno del periodo 2002-2010 (variazione effettiva), ad una media annua di 52.877 nel periodo di previsione 2010-2026, con un tasso di crescita che passerà dall’attuale 0,98% allo 0,92% della previsione. Una sostanziale conferma degli attuali livelli di crescita emerge anche per la provincia di Roma, passando dall’attuale 0,99% (variazione netta) allo 0,95 dello scenario, mentre per il comune di Roma da una variazione media dello 0,27% nel periodo 2002-2010, si passa ad un valore di scenario pari allo 0,28%.

Maggiori elementi interpretativi emergono dall’analisi del dato relativo ai singoli comuni del Lazio, dalla quale emerge con grande chiarezza che le dinamiche generali possono essere interpretate come fenomeni di propagazione della crescita dei comuni della cintura metropolitana verso il resto della regione, un fenomeno che assegnando al comune di Roma il ruolo di cardine del sistema insediativo territoriale, vede un rafforzamento della funzione residenziale verso i comuni più interni e lungo la fascia costiera.

Gran parte della provincia di Frosinone e il settore Nord della provincia di Rieti, quindi, saranno interessate in maniera assai marginale dal fenomeno, evidenziando una sostanziale stabilità demografica che in alcuni casi passa in territorio negativo.

Oltre a fornire precise indicazioni sulle dinamiche della popolazione complessiva lo scenario previsionale segnala una profonda modificazione della struttura demografica, con una progressiva netta accelerazione dei fenomeni di invecchiamento strutturale della popolazione italiana, solo in parte compensati dal massiccio afflusso di popolazione straniera, in gran parte costituita da individui in età da lavoro.

Lo scenario della domanda potenziale di asilo nido (0-2 anni)

L’andamento della popolazione in età scolare sarà nettamente influenzato dalle dinamiche relative all’ingresso nella classe di età del picco riproduttivo delle numerose generazioni nate nel corso del baby-boom degli anni ’60 (1962-1969). Questa circostanza ha determinato una sensibile ripresa del numero di nascite ma, con la progressiva fuoriuscita dei babyboomers dal picco dell’età riproduttiva si verificherà ed in parte si sta già verificando, una sostanziale riduzione del numero di nati. Per questo motivo, l’aumento del numero delle nascite verificatosi tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 produrrà un’onda nello scenario dei prossimi anni, con il progressivo incremento della domanda di istruzione di grado sempre più elevato, procedendo dal nido verso la scuola media superiore.

Analizzando più nel dettaglio la popolazione in età scolare con riferimento alla classe di età compresa tra 0 e 2 anni, segmento di riferimento della domanda di asili nido, lo scenario previsionale indica una consistente riduzione, compresa tra il 20% della regione ed il 25% del Capoluogo. È interessante osservare che per effetto degli intensi fenomeni di fuoriuscita di giovani coppie dal capoluogo, verificatasi nell’ultimo decennio, i comuni della prima e seconda cintura metropolitana continueranno a registrare una consistente crescita.

 

 

 

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