XXV RAPPORTO CONGIUNTURALE E PREVISIONALE CRESME Scopri di più

Professioni e lavoro

MAR

14

2016

L'ereditarietà del titolo di architetto

Autore: Antonio Mura

L’indagine sullo stato della professione di architetto promossa dal CNAPPC in collaborazione con il Cresme è arrivata alla quinta edizione, raccogliendo in media, ogni anno, le opinioni di oltre duemila architetti. 

 

Tra le tante indicazioni emerse in questi anni di indagini un dato interessante riguarda l’ereditarietà del titolo professionale, ovvero l’eventuale tendenza alla trasmissione del titolo tra le diverse generazioni. In realtà sono veramente pochi coloro i cui genitori svolgevano la professione di architetto. Anzi, nella maggior-parte dei casi il lavoro del genitore non aveva niente a che fare con l’architettura (appena il 3,7% dei padri e lo 0,4% delle madri) e nemmeno con il mondo delle professioni liberali (11 e 2,7%). La maggioranza degli architetti ha indicato, invece, come i genitori svolgessero un lavoro dipendente, impiegato o insegnante, oppure artigiano, commerciante o imprenditore. Si tratta di indicazioni che contribuiscono  a sfatare un mito assai diffuso che vede gli architetti, e i professionisti in generale, come una categoria statica e a trasmissione parentale, quando, almeno per quanto riguarda il campione di architetti in esame, una certa mobilità sociale è invece piuttosto evidente.

 

 

 

 

 

 

Riproduzione consentita a condizione di citare la fonte

Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Proseguendo la navigazione, scrollando questa pagina o cliccando su OK acconsenti al loro uso.